CE L'AVETE PRESENTE IL MARE?

QUELLA ENORME, INFINITA DISTESA D'ACQUA BLU, DOVE SONO SOLITI NAVIGARE I NOSTRI SOGNI E LE NOSTRE SPERANZE. E NOI, CON I NOSTRI PENSIERI E LE NOSTRE EMOZIONI, CHE CERCHIAMO DI RAGGIUNGERLI.

Quando si naviga, anche in compagnia, e si e' soli con se stessi, si puo' ascoltare il mare. Ha molte cose da dirci, molto da insegnarci, tante storie da raccontare.

Ogni giorno e' diverso, il mare, e ogni giorno sono diversi i colori che ne accarezzano la superficie: ora e' l'arancio infuocato nel cielo con l'ultima luce del sole, ora il pavido azzurro dell'alba che sfuma i contorni dell'orizzonte, senza soluzione di continuita', tracciando rotte infinite tra la terra e il cielo, dove ancora scintillano le ultime stelle.

Sono i nostri pensieri, le piccole stelle, e quando la scia della barca, nel silenzio si allontana a poppavia, li vediamo riflessi nell'acqua distaccarsi dalla nostra mente, iridescenti nell'argentea luce della luna.
Non riusciamo a fermarli, i pensieri, sono talmente belli che non possiamo trattenerli; sono cosi' belli che solo il mare puo' averli con se'.

Mi sveglio di soprassalto, udendo la randa garrire al vento con voce forte e profonda. Corro di sopra, perche' sento "odor di terzaroli" , e strano che il vento non li abbia pretesi prima, visto che siamo ormai da molti giorni in navigazione.
Come sempre, intravedo alcuni volti apparire e sparire ritmicamente coperti dalla parte posteriore della vela che fileggia attendendo impaziente la tesatura della base.
Vedo anche il fiocco partire verso l'alto, percorrere lo strallo cosi' come un brivido percorre la schiena, sembra quasi voler andare a lanciarsi nel cielo...

In questi momenti di pensieri non ce ne sono molti, sono tutti tesi in una direzione, devi quasi essere un'efficiente e macchina per eseguire le manovre a perfezione, e la paura sovente alligna tra le grandi onde che oscurano il sole, dilavando lo scafo con inaudita violenza.

Sono io, il vento. Sono io, perche' nessuno sa chi sia il vento; posso quindi dirlo senza tema di essere smentito.

La mia voce e' di solito un sussurro, appena lieve e percettibile come volo d'ali di farfalla; appena sufficiente per increspare la superficie del mare; del tutto inutile alla barca, perche' lascera' le vele pendere dall'albero maestro come esangui fantasmi senza vita.

E' un eterno rincorrersi, quello del vento e della barca, l'eterno gioco senza fine al quale non si puo' non partecipare, e sono pronto a soffiare, forte, ora, e con decisione saro' vita per lo scafo, e di nuovo i pensieri potranno allora fluire...